10/07/2008 UE chiede restituzione di fondi, 174 milioni solo dall'Italia
Nove Stati membri che non hanno rispettato le regole di gestione della PAC (politica agricola comune) dovranno restituire una parte dei fondi ricevuti. Un rimborso pari a 410,3 milioni di euro per aver effettuato controlli inadeguati in materia contabile o sui terreni, oppure per aver ritardato i pagamenti degli aiuti ai produttori.
La Commissione ha applicato questa misura a nove Paesi, tra cui l'Italia che è chiamata a restituire 174,71 miliardi divisi per irregolarità:
- 145,16 milioni per controlli insufficienti nella scelta delle superfici da seminare candidabili per gli aiuti europei.
- 15,36 milioni per carenza di controlli nei programmi operativi e nella trasformazione degli agrumi.
- 13,68 per mancati controlli alle latterie di latte o nella vendita diretta.
- 0,51 milioni per controlli insufficienti su contributi alle esportazioni. "Noi facciamo grandi sforzi per controllare la spesa agricola - ha sottolineato il commissario UE all'agricoltura Mariann Fischer Boel - e qui sono in gioco i soldi dei contribuenti europei su cui noi dobbiamo garantire vigilanza continua per farne buon uso". Gli altri Stati membri coinvolti nel provvedimento dell'esecutivo europeo sono la Germania, la Francia, la Spagna, il Regno Unito, la Grecia, l'Olanda, la Polonia e la Svezia.
Fonte:
agi.it

29/06/2008  A Tavola con il pranzo "biodiverso"Sedersi in un ristorante e spendere per un pranzo o per una cena tra i 10 e i 15 euro, mangiando qualità e in maniera sana, non è un’utopia, ma una realtà concreta, lo si può fare solo se a tavola mettiamo tutti quei prodotti, a molti sconosciuti, che fanno parte della nostra millenaria cultura gastronomica. Sono prodotti che compongono quella biodiversità che oggi rischiamo di perdere. La proposta viene da Cia-Confederazione italiana agricoltori e Vas (Verdi ambiente e società) in occasione della presentazione della manifestazione «Mangiasano», promossa nell’ambito della Giornata mondiale della biodiversità. L’appello di Cia e Vas è rivolto ai nostri ristoratori perché introducano nei loro menù i «piatti biodiversi». Quei piatti, cioè, composti da specie vegetali e animali che sono state soppiantate da un modello alimentare codificato che si basa solo su alcune e precise varietà. Biodiversità, quindi, non solo per risparmiare, ma anche per riassaporare prodotti dimenticati che rischiano di finire nell’elenco delle cose estinte. Cia e Vas invitano, dunque, i nostri ristoratori a predisporre piatti i cui costi sono certo minori di quelle pietanze ormai omologate nella stragrande maggioranza dei menù. Mangiare «biodiverso» non è, tuttavia, solo risparmio, ma anche salutare, perché si utilizzano prodotti che non subiscono impatti chimici o modifiche genetiche. Basta -avvertono Cia e Vas- riscoprire tradizioni e culture delle nostra terra per comprendere quanta biodiversità può essere salvata e introdotta nell’alimentazione quotidiana. Oltre alla salute, a giovarsene saranno anche le nostre tasche. Questo perché -sottolineano Cia e Vas- siamo in presenza di prodotti che non devono percorrere faticose filiere agroalimentari o lunghi processi di trasformazione industriale. Sono prodotti che nascono spontanei, che troviamo ancora nelle nostre campagne e che la sapienza degli agricoltori ha custodito. Prodotti che possono trovare, dunque, il giusto spazio nelle tavole.
L’appello di Cia e Vas non è, quindi, privo di concretezza. Anzi. Attraverso il «pranzo biodiverso» non si esalta solo una cultura e un’alimentazione dal sapore antico, ma anche qualità e salubrità eccezionali. Dal sito internet newsfood.com

04/06/08. Incontro Zaia – Fischer Boel: Le priorità del Governo Italiano Argomento: Politiche Europee e Internazionali PACIl Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha incontrato oggi la Commissaria europea all'Agricoltura Marianne Fischer Boel. Al centro dell'incontro, che si è svolto nella sede del Ministero ed a margine del vertice Fao, i temi principali dell'agenda agricola europea ed italiana: dal latte al tabacco, dalla produzione casearia alla possibile regionalizzazione dei contributi della Ue all'Italia.
"In questo nuovo incontro – ha dichiarato il Ministro Zaia – l'Italia ha messo sul tavolo le ipotesi di lavoro futuro e le sue proposte per dare risposte e soluzioni ai problemi dei produttori ed alle esigenze dei consumatori. In particolare – ha sottolineato Zaia – al centro del confronto con la Commissaria, ci sono state le imprese agricole, perno dello sviluppo sostenibile del settore, ed il rischio del fare impresa oggi, un rischio – ha concluso il Ministro - che sempre più si assumono uomini e donne giovani, protagonisti importanti del necessario rinnovamento dell'agricoltura internazionale".
Il confronto apertosi con la Fischer Boel proseguirà certamente nei mesi futuri, in vista dell'appuntamento, fissato per fine anno, con l'Health Check della Pac, la Politica agricola comune, e "i temi trattati oggi – ha detto la Commissaria al termine dell'incontro con Zaia – saranno certamente alla base della lunga trattativa che ci aspetta".

Fontenotizia: ww.politicheagricole.gov.it


12/03/2008:    Affitti dei terreni
Il segnale che ci aspettavamo! Aumento dei cereali aumento degli affitti, si inizia la campagna agraria con un aumento di circa il 40 / 50 % rispetto al 2007. Era ora, dopo 50 anni di immobilismo del settore un risveglio dell' agricoltura che pochi sapranno cogliere. Ci auguriamo che i terreni rientrino in possesso degli agricoltori e non come è successo in questi ultimi decenni in possesso alla speculazione di chi agricoltore proprio no è e ha investito in terreni solo per bene rifugio.

26/02/2008 - In attuazione della Legge Finanziaria 2008, che all’articolo 2 ha introdotto alcune misure urgenti in termini di controllo dei prezzi e di tutela dei consumatori, è stata istituita, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la figura del Garante per la sorveglianza dei prezzi, “Mister Prezzi”. Ed ecco che le Camere di Commercio hanno istituito una figura per la raccolta delle lamentele dei consumatori e dei relativi prezzi. La nostra posizione sulla questione può essere positiva solamente quando si farà una legge che definisca i prezzi dei prodotti,e si definiscano le sanzioni.... altrimenti è un costo per la società ed un posto politico in più.   

06/02/2008 - Aggiornato il paniere ISTAT
Entra l' insalata confezionata nel paniere dei prezzi, saranno valutate quattro tipi di confezioni sul sito dell ISTAT le spiegazioni del paniere 2008.
Clicca la Notizia

05/02/2008 - “Farmer market” sono i mercati degli agricoltori. Questi nuovi mercati sono stati legittimati dalla nuova finanziaria ma…. molti non approvano. Ovviamente è più facile fermare un piccolo gruppo di agricoltori che una catena di supermercati, ovvio , poiché diversi sono gli interessi. Ma pensiamo un poco, perché mai gli agricoltori cercano delle alternative di vendita?  Ve lo dico io, “perché non ce la  fanno più!” Mentre gli altri settori si ritagliano i loro ricavi, l’ agricoltore deve combattere con la domanda e l’ offerta e un calo dei consumi genera un aumento automatico dell’ offerta con un vistoso calo dei prezzi, ovviamente alla produzione .


29/01/2008 - La spesa alimentare delle famiglie: come varia nel mondo?

Un interessante confronto tra le diverse abitudini alimentari nel mondo, e relativo ammontare dei consumi medi settimanali. Curioso ed interessante l' articolo preso in prestito da Freshplaza che ringraziamo per la professionalità.

19/01/2008 - Garante per la sorveglianza dei prezzi. Su proposta del ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani il premier Romano Prodi ha nominato Antonio Lirosi Garante per la sorveglianza dei prezzi. La nuova figura è stata istituita dalla Finanziaria per il 2008. Il garante sovraintenderà alla tenuta e all'elaborazione delle informazioni richieste agli «uffici prezzi» delle Camere di commercio, all'Istat, agli uffici competenti del ministero per le Politiche agricole e, per i servizi di pubblica utilità, alla presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica. I dati saranno resi noti anche in forma comparata e telematica avvalendosi del Portale delle imprese, gestito in rete dalle Camere di commercio, che svolge un servizio informativo e cambia nome, diventando Portale delle imprese, dei consumatori e dei prezzi. Secondo noi è un ennesimo carrozzone che non serve a niente! Il mercato libero non ha leggi che limita o aumenta i prezzi dei prodotti, vale solo: la domanda e l' offerta.

08/01/2008: Non sono solo i produttori Italiani a soffrire ma anche quelli Brasiliani che coltivano il Caffè, certo proprio quello che noi pagheremmo 90 eurocent alla tazzina.      Dobbiamo sempre ricordarci che nei mercati vicini alla produzione vige la regola della Domanda e dell' Offerta dei prodotti. 
Mentre alla vendita al consumatore vale la regola del libero mercato.

10/01/2008:  Prodotti Bio          
Si sente parlare molto per la televisione dei prodotti bio e non sarebbe male fare un pò di chiarezza sul settore, in quanto si confonde il metodo di coltivazione Biologica come previsto dalla Comunità Europea con il Prodotto Biologico che in teoria non esiste. La terminologia esatta è prodotti provenienti da aziende che adottano una tecnica di produzione Biologica

11/01/2008:   Dieta Mediterranea addio.       In costante calo i consumi di frutta e vegetali si stima che per il 2007 il calo dei consumi in Italia si attesti negativamente tra il 3 ed il 5 %, totalmente in controtendenza a quanto la popolazione dovrebbe fare e cioè adottare la dieta Mediterranea. Infatti un costante consumo di vegetali e frutta fa bene alla salute, basta vedere la campagna nazionale di Unaproa "5 colori del benessere" per rendersi conto. Questa diminuzione dei consumi si dice sia attribuita al caro prodotti che in parte potrebbe essere anche vero ma non vediamo nessun scandalo dal momento che il telefonino costa molto di più della frutta e della verdura al mese e... sicuramente non ci alimenta.

12/01/2008: Attenzione
Ricordiamo che Domenica il Consorzio Freschissimi lo potete vedere su LINEA VERDE RAI UNO  L'Azienda è La Marostegana di Marcon Gastone a Piazzola sul Brenta in provincia di Padova

16/01/2008:Appuntamento da ricordare!
La fiera internazionale dell' Ortofrutticoltura si svolge a Berlino in Germania dal 07/02 al 09/02, una novità è un settore fieristico nuovo riservato al trasformato e cioè alla IV Gamma, si chiama FRESHCONEX mentre la rimanente area della Messe di Berlin è riservata alla tradizionale FRUIT-LOGISTICA, non mancate all' evento.
Clicca per Fruit-Logistica                        Clicca per Freshconex

il dott. Emilio Disarò e la conduttrice Veronica Maya
07/01/2008: Venerdi 14 dicembre 2007 presso l’azienda agricola La Marostegana di Marcon Gastone, si è registrata una parte della puntata  di Linea Verde, il programma condotto da Veronica Maya e Massimiliano Ossini. Durante la registrazione si sono svolte due interviste, una al titolare Gastone Marcon ed una al responsabile tecnico del Consorzio Freschissimi Dott. Emilio Disarò. Durante le interviste si è parlato di baby leaf e di quarta gamma enfatizzando la naturalità la freschezza e la comodità di questi prodotti. La puntata andrà in onda domenica 13 gennaio 2008 alle ore 12,20 su rai uno. Buona visione a tutti e non mancate!!

 


22 Gennaio 2007 Ortofrutta certificata e catene distributive - Marta Tairona
In occasione della mostra convegno "So fresh" è stato organizzato da Fedagri-Confcooperative un interessante convegno, con la partecipazione del ministro Paolo De Castro, per indagare sul rapporto tra produzione e distribuzione. Occorre migliorare la capacità organizzativa delle imprese del settore, sottolinea il ministro.

Il ministro De Castro con Paolo Bruni

A pochi giorni di distanza dalla presentazione della proposta sulla riforma dell'Ocm ortofrutta è stato organizzato a Bologna un interessante convegno, al quale ha partecipato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, che ha messo a confronto le potenzialità di commercializzazione, ancora nascoste, del "prodotto ortofrutta" e le richieste che vengono dalle catene distributive. Un incontro inserito nel quadro fieristico di "So fresh" la mostra convegno dedicata al settore delle produzioni fresche, come carne, prodotti ittici e ortofrutta, e che già dalla sua prima edizione ha tentato di far incontrare due referenti spesso sconosciuti l'uno all'altro: il mondo della produzione e quello della grande distribuzione.
Il convegno di Fedagri-Confocooperative, dedicato al ruolo delle produzioni Igp nella Gdo italiana, in particolare al caso del pomodoro Pachino, ha senza dubbio favorito, tra gli altri eventi di "So fresh", questo incontro ravvicinato.
Il ministro De Castro ha evidenziato, nel suo intervento, il ruolo strategico del tavolo con la grande distribuzione che " non è stato solo un tentativo che ha mostrato quello che già sapevamo, cioè la grande forza delle catene distributive, ma ha anche stimolato accordi come quello dell'uva da tavola". Queste buone premesse debbono essere accompagnate "dal miglioramento della capacità organizzativa delle imprese ortofrutticole per migliorare il modo di stare sul mercato" ha sottolineato il ministro che nel contempo ha avvertito dei pericoli, ad esempio i prezzi bassi, a cui le stesse potrebbero andare incontro " se non fossero in grado di organizzarsi meglio sul versante commerciale".
Un invito ad un maggiore impegno da parte delle catene distributive è stato distintamente rivolto dal presidente di Fedagri, Paolo Bruni, in apertura del suo intervento. "Le catene distributive, ha dichiarato Bruni, devono impegnarsi in un'adeguata valorizzazione e promozione delle produzioni ortofrutticole Igp, evitandone il più possibile l'assoggettamento alle ordinarie prassi di mercato". Bruni ha spiegato di riferirsi "all'aspetto dei prezzi, alle promozioni degli accordi ed alla loro ricaduta sui produttori, che a fronte di grandi sforzi e costi aggiuntivi, in alcuni casi non trovano riscontro nei risultati di vendita".
Bruni ha illustrato con chiarezza per quale motivo le Dop e Igp ortofrutticole meritino un'attenzione in più. "In virtù degli elementi aggiuntivi che garantiscono, come la differenziazione sui mercati grazie alla qualità superiore legata ai relativi marchi collettivi, la garanzia dell'origine geografica e territoriale, la certezza di modalità produttive tradizionali codificate e nei disciplinari produttivi, una certificazione di controllo garantita da organismi specializzati esterni alla filiera, in uno scenario crescente di attenzione alla sicurezza alimentare ed alla qualità delle produzioni".
Il valore complessivo per i 45 prodotti ortofrutticoli certificati, secondo una recente indagine di Agroter nel 2005, è stato di circa 165 milioni di euro alla produzione e di 275 milioni di euro al consumo, per circa 190.000 tonnellate commercializzate, pari solo all'1,5% della Plv ortofrutticola nazionale.
Tuttavia il dato più saliente è rappresentato dall'esiguità della porzione esportata, appena un 20% del prodotto ortofrutticolo viene esportato, equivalente all'1% dell'export complessivo dell'Italia e solo 8 prodotti hanno superato le 1.000 tonnellate. Secondo Bruni l'obiettivo da raggiungere "è sicuramente quello dei volumi di vendita che restano molto al di sotto delle reali potenzialità stimate in 2 milioni di tonnellate"
Il presidente Fedagri, a proposito del proliferare delle denominazioni, ha dichiarato che "va evitata una banalizzazione della denominazione di origine, riservando il riconoscimento alle produzioni di pregio e va favorita l'aggregazione dei produttori, partendo dalla convinzione che l'interesse delle Igp/Dop è anche quello di offrire la possibilità ai produttori di affrontare i mercati unificando sotto un unico marchio di origine ma anche con forti marchi commerciali tante piccole aziende frammentate". E naturalmente un ruolo importante può giocare proprio la forma cooperativa, come ha aggiunto Bruni, ricordando il successo del settore delle mele costituito dalla Dop del Consorzio Melinda e dalla Igp dei Consorzi Vog e Vip.
Per quanto riguarda più specificatamente il caso del Pomodoro Pachino si è precisato nel convegno che il 70% del prodotto è controllato da cooperative. In particolare si è parlato del recente decollo di una forma consortile privata, il Consorzio ortofrutticolo siciliano (Cos) che commercializza con il marchio "Naturalmente siciliano". Tra gli obiettivi del Cos, come ha illustrato il presidente del Consorzio, Gaetano Mancini, c'è proprio quello di realizzare una filiera corta tra produzione e consumo, sviluppando un proficuo rapporto con le catene della distribuzione.
A partire dal 2007, come ha spiegato l'amministratore delegato del consorzio, Salvatore Leone, è in cantiere un programma promozionale finanziato dal Mipaaf . E' un progetto ambizioso della durata triennale che porterà il consorzio ad "ampliare significativamente la propria quota di mercato ed ad affermare definitivamente le produzioni Igp siciliane nella grande distribuzione". Come? Attraverso i servizi avanzati di logistica, offerti dal Consorzio, oppure le attività di co-marketing, già realizzate con catene distributive sensibili alla valorizzazione delle Igp siciliane.

03 Ottobre 2006 - La Finanziaria per l'agroalimentare


Un complesso di interventi che assicura al Paese un contributo strutturale di quasi 900 milioni di euro nel 2007, destinato a superare i 1.300 milioni dal 2009. Gli obiettivi strategici perseguiti. Nei prossimi giorni sarà convocata una conferenza stampa per illustrare i dettagli della manovra per il settore

Palazzo Chigi
Nel quadro degli obiettivi di sviluppo nazionale definiti dal DPEF 2007-2011, il DDL relativo alla Finanziaria 2007 pone il settore agricolo, agroalimentare e della pesca al centro dell'azione di governo per il risanamento e lo sviluppo del Paese. Un risanamento in grado di offrire un contributo importante al riequilibrio della finanza pubblica, ma che allo stesso tempo
rappresenta una precondizione per supportare il percorso di crescita che lo stesso settore è in grado di esprimere nei prossimi anni.
Rigore, risanamento e sviluppo sono infatti strettamente collegati. Gli interventi di risanamento definiti per il settore agroalimentare sono basati su meccanismi che non determinano nuova fiscalità o incrementi dei prezzi: nessun aggravio per gli imprenditori del settore e nemmeno per i consumatori finali.
Gli interventi puntano infatti a fare emergere situazioni di non corretta applicazione delle normative fiscali e a regolarizzare i comportamenti degli operatori economici. In particolare si tratta di interventi per l'aggiornamento del catasto: recupero dei fabbricati rurali e verifica dei requisiti di ruralità per le abitazioni, nonchè misure di semplificazione previdenziale e fiscale. Nel complesso, questi interventi assicurano un contributo strutturale di quasi 900 milioni di euro nel 2007, destinato a superare i 1.300 milioni di euro dal 2009.
E' inoltre da rimarcare che nei mesi scorsi, attraverso le misure antielusive relative alla compravendita dei terreni agricoli (calcolo tassazione sul valore reale e non sul valore catastale) e attraverso l'obbligo per le imprese agricole di presentazione della dichiarazione di regolarità contributiva (DURC) a partire dal 1 gennaio 2006, sono state assicurate importanti risorse in via permanente all'erario ed è stato fornito un contributo determinante per contrastare l'evasione contributiva ed il lavoro nero.
A fronte di questi risultati importanti sul lato delle entrate, il settore agroalimentare e della pesca si impegna ad offrire un contributo consistente agli obiettivi di crescita del Paese, ed in questo senso la stabilita' fiscale e contributiva (Iva, Irpef) già definite nel DPEF (nonché la proroga della L. 30 per il settore della Pesca) sono precondizioni per lo sviluppo del settore.
Sul lato dello sviluppo si punta a raggiungere notevoli obiettivi strategici - duraturi e coerenti
con le regole comunitarie - mettendo in campo un articolato impianto di interventi e norme:
- Rafforzando la capacità competitiva delle imprese : dallo sviluppo della forma societaria in agricoltura allo sviluppo della vendita diretta, dall'attivazione di un fondo per l'imprenditoria giovanile allo sviluppo della multifunzionalità agricola attraverso l'ampliamento delle possibilità per le amministrazioni pubbliche di affidare servizi alle imprese agricole. L'agricoltura, inoltre, partecipa alla politica di riduzione del cuneo fiscale, dove la riduzione IRAP derivante dai nuovi calcoli per la base imponibile tiene conto proprio della specificità del settore, parametrando il beneficio anche nei confronti dei lavoratori a tempo parziale di tipo
verticale e di tipo misto (lavoratori agricoli "stabilizzati);
Promuovendo lo sviluppo nei mercati internazionali: con un intervento specifico di credito d'imposta per gli investimenti diretti alle imprese che sviluppano marchi e produzioni italiane nei mercati esteri, con una premialità specifica per i consorzi di imprese e il prodotto agricolo di origine italiana;
Supportando lo sviluppo delle filiere innovative a partire dalle modifiche alla legge 81 che permetteranno l'avvio della filiera nazionale dei biocarburanti (oltre alla nuova dotazione di risorse per la defiscalizzazione del bioetanolo per triennio 2008-2010), la promozione dell'autoconsumo degli oli vegetali a fini energetici, le biomasse, la chimica verde, ma anche mediante la riproposizione del credito d'imposta. In questo quadro si inserisce l'intervento, concertato con il Ministero dello sviluppo economico, per il sostegno di 5 progetti nazionali di innovazione industriale. Due di questi progetti ("Made in Italy" e "efficienza energetica") coinvolgono direttamente le filiere agroalimentari food e no-food.
Inoltre, non meno importanti, sono le misure per lo sblocco degli interventi del Piano irriguo nazionale (fondo di rotazione per le opere pluriennali), le disposizioni in materia di controlli nel settore agroalimentare, nonché altri interventi per la semplificazione e trasparenza nella gestione delle politiche di settore.
A supporto di tali interventi e politiche si inserisce il rifinanziamento della L. 499 che permette al settore di disporre dello strumento autonomo di sostegno dello sviluppo. Strumento che permetterà, in coerenza agli obiettivi del DPEF, anche di sostenere tanto la concentrazione e le fusioni tra imprese, quanto lo sviluppo di strumenti di controllo e indirizzo quali
il catasto vitivinicolo e ortofrutticolo.
Gli sforzi definiti nel DPEF e nella Finanziaria 2007 si collegano ad una piu' complessiva opera di intervento del Mipaaf nel quadro di una forte razionalizzazione e rilancio di strumenti e risorse gia' disponibili che danno corpo ad un articolato progetto di sviluppo dell'agricoltura e dell'agroalimentare nazionale.
In definitiva, il DDL Finanziaria 2007 consente di non incrementare il prelievo fiscale sul settore e, contemporaneamente, pone l'agroalimentare italiano sulla via dell'innovazione, della qualità e della competitività. Una strada sostenuta sì da risorse specifiche ma anche da una serie di norme e novità che danno all'impresa maggiori libertà e opportunità di operare nel mercato dei prodotti e dei servizi agroalimentari e rurali.
Per entrare nel dettaglio e spiegare con numeri e particolari tecnici tutti gli ambiti del capitolo della Finanziaria relativo al settore agricolo, agroalimentare e della pesca, nei prossimi giorni verrà convocata una conferenza stampa presso la sede del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in via XX Settembre 20, a Roma.

Notizie da www.aiol.it


28 Settembre 2006 - Anche i campioni perdono terreno - Maria Rosito


E' stato presentato a Roma il IV Rapporto Federalimentare-Ismea "Il made in Italy alimentare alla prova della concorrenza". Segnali preoccupanti sulla capacità del settore a competere sui mercati internazionali. Il ministro Paolo De Castro annuncia il credito d'imposta per le imprese che vogliono esportare

Il rapporto Federalimentare-Ismea arriva proprio in concomitanza con la classifica sulla competitività del World economic forum che incorona i più bravi e relega il nostro Paese al 42° posto, superati da Ungheria, Lituania, Qatar, Tunisia, Barbados. Quattro posizioni in meno rispetto allo scorso anno.
La parolina magica si chiama competitività e non sembra affascinarci più di tanto visto che continuiamo a perdere colpi sul mercato internazionale.
Trascinato nel vortice anche il nostro agroalimentare, secondo comparto produttivo nel Paese dopo quello meccanico, con il suo fatturato di 107 miliardi di euro. La nota dolente è rappresentata proprio dalla capacità di partecipare alla competizione internazionale, dal dinamismo delle nostre imprese una volta che varcano i confini nazionali.
Secondo gli indicatori del rapporto il vantaggio competitivo del settore alimentare italiano negli ultimi dieci anni si è ridotto del 15,4% mentre la produttività è diminuita nello stesso periodo del 3% a causa della frammentazione aziendale, dell'insufficiente concorrenza nei servizi, di una scarsa tendenza all'innovazione ma soprattutto, recita il rapporto, per colpa di una finanza non a misura d'internazionalizzazione.
Per il rafforzamento della filiera agroalimentare il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, che ha partecipato a Roma alla presentazione del rapporto, ha annunciato l'introduzione del credito d'imposta, tra le misure previste nella Finanziaria per lo sviluppo del settore. "Sarà come uno stimolo, ha sottolineato De Castro, perché legherà il marchio alla materia prima italiana". Il ministro a più riprese nel corso del suo intervento rimarca la strategicità dell'export anche in considerazione della stabilità dei nostri consumi interni. Con tale nuovo strumento si intende dare una mano alle imprese che commercializzano all'estero concedendo loro un sostegno alle iniziative promozionali e pubblicitarie.
Tutto il valore dell'export assomma a 16 miliardi di euro, appena al 14% del fatturato del settore, una cifra irrisoria che, sottolinea il rapporto, equivale a quanto gli italiani spendono in un anno per giocare al lotto o fare i regali di Natale.
La nostra 'pigrizia' o scarsa attenzione verso l'estero si accompagna all'aggressività dei vecchi competitors mentre sempre nuovi paesi si affacciano sui mercati mondiali. I concorrenti di sempre sono la Francia e la Germania che, complessivamente, hanno saputo fare meglio di noi e correre ad una velocità superiore alla nostra. Ma c'è anche la Spagna che si affaccia prepotentemente e che nello specifico del segmento agroalimentare può diventare di anno in anno un temibile concorrente e il Belgio. Sul fronte extraeuropeo il rapporto individua la Cina per l'ortofrutta e l'Australia per le bevande alcoliche. Il 79% del nostro export agroalimentare si indirizza verso 12 Paesi, con al primo posto la Germania, seguita da Francia, Stati Uniti e la stessa Spagna.
Un altro indicatore è inoltre estremamente significativo, il 60% dell'agroalimentare esportato è composto da solo dieci prodotti che sono in ordine di importanza: vino, frutta fresca, pasta, olio d'oliva, formaggi, ortaggi in scatola, prodotti da forno, salumi e insaccati, succhi di frutta e riso. Negli ultimi 5 anni il saldo complessivo con l'estero dei nostri magnifici 10 è salito da 6,1 a 6,6 miliardi di euro. Eppure anche questi campioni del Made in Italy perdono terreno e questo rappresenta un vero campanello d'allarme. Il rapporto infatti compara la performance ottenuta dagli stessi prodotti o comparti nella seconda metà degli anni '90 con l'andamento dell'ultimo quinquennio e segnala un rallentamento considerevole in quanto il ritmo di crescita annuo è sceso dal 6,4% del primo periodo all'1, 7% del secondo. In parole povere già dalla fine degli anni '90 il nostro sistema agroalimentare ha cominciato a perdere colpi sui mercati internazionali, anche per quanto riguarda i suoi prodotti di punta.
"Lo slogan piccolo è bello è oramai tramontato" avverte il presidente di Federalimentare, Luigi Rossi di Montelera. "In assenza di politiche capaci di agevolare la crescita dimensionale delle aziende, continua Rossi di Montelera, e di favorire l'innovazione e la concentrazione nell'intera filiera agroalimentare nazionale i nostri prodotti reggeranno con sempre maggiore fatica la concorrenza dei Paesi che sembrano aver innescato una marcia in più". Secondo il presidente di Federalimentare l' internazionalizzazione non si fa con i soli prodotti ma anche con una finanza a misura di mercato globale

Notizie da www.aiol.it


27 Settembre 2006 - Una Finanziaria senza tasse per tutelare i veri agricoltori - Maria Rosito


La riunione del Tavolo agroalimentare a Palazzo Chigi. Il ministro Paolo De Castro illustra le misure che consentiranno di dare equità e sviluppo al settore

Riunione pomeridiana per il Tavolo agroalimentare il 26 settembre scorso, un incontro tutto dedicato all'esame della Finanziaria. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, aprendo i lavori, ha sottolineato che si tratta di "una manovra finanziaria più di sviluppo che di aggiustamento", riproponendo la questione della centralità del settore agroalimentare nel contesto dell'economia nazionale. " Mi attendo molto da questo settore" ha aggiunto rimarcando che esso rappresenta "una delle grandi carte di cui disponiamo sul mercato mondiale".
Oltre al premier erano presenti il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, quello dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, e il vice ministro dell'Economia, Vincenzo Visco. Per la componente agricola e agroalimentare partecipavano i vertici di Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Copagri, della cooperazione agricola nonché Federalimentare.
Il ministro De Castro, di ritorno dal vertice informale europeo di Oulu, ha più volte precisato che la Finanziaria poggia su tre capisaldi "risanamento, equità e sviluppo". "In questa Finanziaria, ha sottolineato De Castro, ci preoccuperemo di tutelare gli agricoltori veri". Essa pertanto prevede interventi "per la messa in trasparenza del settore". E' questa infatti una delle parole chiavi del provvedimento spiegando che "contiene norme per far emergere i soggetti che godono di benefici per i quali non hanno titolo".
Nella Finanziaria non ci sarà alcun aumento di pressione contributiva per il settore agroalimentare, ha puntualizzato il ministro. Il settore darà la sua partecipazione ma senza alcun aumento di tasse assicurando ancora che Iva, Irap e tassa di successione non verranno modificate.
Una Finanziaria dunque che punta in maniera incisiva sul risanamento e lo sviluppo del settore. Tra le misure che sono all'esame De Castro ha citato, nel contesto del suo intervento, le norme per l'accorpamento delle imprese e la promozione del made in Italy . "L'idea è proprio quella di promuovere le imprese e i marchi delle imprese all'estero", ha puntualizzato il ministro. Per le imprese che promuovono il proprio marchio made in Italy ci saranno crediti di imposta sui costi sostenuti per la promozione, siano essi spot pubblicitari, costi promozionali o altro. E poi ancora il fondo per l'imprenditoria giovanile del settore, le norme per la definizione dei mercati degli agricoltori.
Ancora sul fronte delle misure per far partire lo sviluppo del settore il ministro ha parlato, fra l'altro, anche del sostegno allo sviluppo delle biomasse, non solo finalizzati alla ristrutturazione degli impianti ex-bieticoli ma anche ad altre iniziative. Sono previsti interventi per la chimica verde, la semplificazione posizione del catasto vitivinicolo e ortofrutticolo, il piano irriguo nazionale, il fondo di solidarietà. Secondo il ministro De Castro "al risanamento si contribuisce non aumentando le imposte ma riorganizzando e ottimizzando".
Notizie da www.aiol.it


22 Settembre 2006 - Ddl Bersani, spazio all'agroalimentare


Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali ne commenta positivamente l'approvazione nell'ultimo Consiglio dei ministri. Il provvedimento presenta una doppia e innovativa valenza, spiega De Castro


Piena soddisfazione del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro per l'approvazione al Consiglio dei ministri del ddl Bersani per il rilancio delle politiche industriali.
"Nel disegno di legge l'agroalimentare è parte integrante delle strategie di sviluppo, spiega il Ministro. Il provvedimento promuove infatti un nuovo approccio alla crescita del nostro sistema produttivo. Sono certo che questo intervento imprimerà una forte accelerazione alle imprese e ai sistemi territoriali dotati di potenzialità di crescita".
"Il ddl, prosegue De Castro, ha una doppia e innovativa valenza: introduce criteri di managerialità ed efficienza e ben si adatta anche alle medie e piccole imprese ed ai sistemi a rete".
"In queste caratteristiche e obiettivi, conclude il ministro De Castro, si riflettono pienamente le opportunità del sistema agroindustriale italiano che, sia nelle filiere delle produzioni alimentari di qualità che in quelle delle produzioni no-food, come la chimica verde e le energie rinnovabili, usando la leva dell'innovazione può unire in 'filiera' agricoltura e industria per un potenziale enorme di sviluppo".

Notizie da www.aiol.it


19 Settembre 2006 - Mipaaf, nuovo vertice per Buonitalia


Nel corso di un'assemblea della società, tenutasi a Roma, il rinnovo delle cariche con la nomina di Emilio De Piazza, a presidente e amministratore delegato di Buonitalia, e dei nuovi consiglieri. Con tale atto si conferma, sottolinea il ministro De Castro, il nostro impegno per la tutela e la promozione dei prodotti di qualità italiani

visual di una delle campagne Buonitalia
visual di una delle campagne Buonitalia
Nuovo vertice per Buonitalia, la società del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che si occupa della promozione del Made in Italy agroalimentare. Il rinnovo delle cariche è avvenuto nel corso di un'assemblea della Società tenutasi a Roma.
Alla carica di presidente e amministratore delegato è stato designato Emilio De Piazza. Milanese e bocconiano, De Piazza ha oltre trent'anni di esperienza in grandi aziende del settore alimentare: acque minerali, pasta e dolciario in particolare. Attualmente è amministratore delegato delle Fiere di Parma. Tra le cariche ricoperte, la presidenza dell'Associazione industrie dolciarie e la vice presidenza della Federalimentare.
Sono stati designati Consiglieri: Alessandro Bonsignori, romano, laureatosi in Economia e Commercio alla Sapienza, è esperto di marketing territoriale e ha nel suo curriculum la consulenza con numerose aziende internazionali. E' stato anche membro del comitato Fao; Ugo Calzoni, bresciano, direttore generale dell'Istituto per il Commercio Estero (ICE), ha profonda esperienza nel settore confindustriale ed è stato tra l'altro anche direttore generale di Federlombardia; Gianfranco Caprioli, romano, laurea in economia alla Sapienza, ha alle spalle una vastissima esperienza nel settore dell'amministrazione pubblica, in particolare per quanto riguarda il commercio e le attività internazionali. Tra gli incarichi attuali, è consigliere d'amministrazione Ice e direttore generale per la promozione e gli scambi;Sergio D'Oria, pugliese, laurea in scienze amministrative a Torino, imprenditore, è nel consiglio d'amministrazione di numerose aziende, italiane e straniere, sia del settore alimentare che finanziario; Riccardo Rolli, barese, laureato in lingue straniere, è un esperto di marketing e comunicazione. Ha una vasta esperienza nel settore congressuale e si occupa di organizzazione ed eventi; Federico Vecchioni, toscano, laureato in Scienze agrarie a Firenze, è presidente di Confagricoltura dal 2004. E' anche presidente della camera di commercio di Grosseto e presidente presso Unioncamere della Certicommerce, associazione per l'e-commerc.
"Con il rinnovo delle cariche sociali di Buonitalia, si conferma fattivamente il nostro impegno per la tutela e la promozione dei prodotti di qualità italiani. - ha affermato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro - Buonitalia opererà in questa direzione, anche in sintonia con il Ministero per il Commercio estero, sostenendo e valorizzando anche specifici progetti e campagne. Buonitalia - ha precisato ancora De Castro - si propone come un supporto reale ai produttori e alle aziende, per veicolare in modo efficace e trasparente il prezioso e insostituibile lavoro di quanti, con i loro prodotti, contribuiscono all'immagine dell'agroalimentare di qualità made in Italy".

Notizie da www.aiol.it


BIODIVERSITA’

          Che cos’è la biodiversità? Questa parola ultimamente è diventata molto di moda tra gli ecologisti, gli ambientalisti, i fautori del biologico, ma molto spesso si abusa del termine senza realmente conoscerne il significato.
La biodiversità è la misura della diversità ovvero delle differenti tipologie di forme di vita presenti in una data area e non erroneamente, del numero di individui presenti.
Un esempio? Un campo di mais o di soia, è pieno di piante, di “individui” ma non per questo quel campo è ricco di biodiversità, infatti tutte le piante provengono da una selezione genetica e quegli individui sono tutti uguali. Di conseguenza quel campo è povero di biodiversità.
          Un esempio di un luogo pieno di biodiversità può essere una città cosmopolita come New York dove vi sono presenti si, un gran numero di persone, ma provenienti da tutto il mondo, di nazionalità, etnia, colore della pelle, insomma in una parola gente diversa.
          Cosa succede se si impoverisce la biodiversità di un luogo? Se applichiamo questo concetto agli uomini, un matrimonio tra parenti o consanguinei stretti, (vietato dalla legge), porterà alla prole e alle generazioni successive, un aumento delle malattie genetiche, rachitismo nanismo, etc. ciò che è successo e succede in comunità chiuse come certi paesini sperduti della Sardegna o di località montane isolate.
          Se spostiamo lo stesso paragone ai nostri campi e alle nostre coltivazioni, vediamo che coltivare sempre le stesse colture senza rotazione, non lasciare aree verdi nei dintorni dell’azienda dove insetti ed animali utili possano trovare rifugio, e tutte quelle azioni che conosciamo già bene, ma non vogliamo applicare o applichiamo solo per fini economici ( come gli incentivi per l’impianto di siepi) tutto ciò porta irrimediabilmente ad un incremento delle malattie, per combatterle si usano fitofarmaci in quantità sempre crescenti che non fanno altro che impoverire la biodiversità del luogo e le tasche dell’imprenditore in una spirale senza fine. Ricordiamoci inoltre che oltre il 90% delle forme di vita presenti in un luogo sono “invisibili” perché troppo piccole per essere viste, e parlo di funghi, batteri, lieviti, alghe che “occupano” il suolo agrario apportando sostanza organica e andando ad occupare quella che viene definita una nicchia ecologica non permettendo l’entrata ai patogeni.
          Se abbiamo un ambiente ricco di “cibo” e povero di forme di vita, il primo estraneo che entra mangia tanto e si riproduce in fretta. Se invece l’ambiente è ricco di cibo ma affollato di forme di vita l’estraneo deve lottare per vivere e il suo sviluppo sarà limitato o addirittura nullo.

          Il cibo sono le nostre coltivazioni, l’estraneo i parassiti patogeni, l’ambiente affollato è la biodiversità.

Disarò Emilio

 

 


AGRIPOL (Articolo pubblicato sulla rivista "Venéto" di dicembre 2005).

Con il decreto del presidente della repubblica del 23 aprile 2001 N°290 le aziende agricole in Italia sono obbligate a tenere un “quaderno di campagna” ovvero un documento sul quale vengono registrate tutte le operazioni che vengono eseguite su una coltura in un determinato appezzamento di terreno.
La compilazione di questo documento può essere fatta in due modi :
- Su supporto cartaceo
- Su supporto informatico
Il supporto cartaceo è di difficile gestione poiché la conservazione avviene spesso in un luogo diverso dal campo e diventa un impegno di tempo non indifferente sedersi a tavolino per registrare il lavoro svolto.
L’alternativa al supporto cartaceo è il supporto informatico. Attraverso un lavoro di ricerca e di studio svolto in collaborazione con la ditta informatica MDE Microdataest, ci siamo chiesti quale potesse essere lo strumento più semplice e più comodo da utilizzare.
Il cellulare. Abbinando le nuove tecnologie con la semplicità abbiamo costruito un sistema che con il solo utilizzo di pochi tasti di scelta permette di registrare:
le operazioni colturali
aratura , erpicatura, fresatura, etc
le semine
scelta del seme, gestione del magazzino, etc
i trattamenti fitosanitari
scelta del fitofarmaco appropriato ammesso sulla coltura, etc
le domande più frequenti:
il sistema è semplice?
La semplicità è il punto di forza di agripol, infatti il cellulare lo sanno usare tutti e quello usato per Agripol è estremamente semplice. Non si deve scrivere nulla, si deve solo premere dei tasti per eseguire le registrazioni.
E nella scelta dei fitofarmaci?
In agripol vengono tenuti costantemente aggiornati i principi attivi ed i fitofarmaci ammessi sulle colture, inoltre nel momento in cui si deve fare un trattamento, il sistema automaticamente permette di scegliere solo i fitofarmaci ammessi sulla coltura in atto e quelli adatti a combattere la malattia. Inoltre quando si esegue la registrazione avviene automaticamente lo scarico del magazzino.
Si ma il sistema è sicuro? E se il telefono mi si rompe? O lo perdo?
Agripol è molto più sicuro del sistema cartaceo ed è molto più sicuro degli alri sistemi informatici in commercio perché i dati non vengono registrati sul telefono ma su un server che non permette la perdita dei dati. Se si perde o si rompe il telefono, tutti i dati restano salvati sul server e basta cambiare il telefono per riprende il lavoro.
Quali costi si deve sostenere per agripol?
Agripol prevede un costo annuale di un abbonamento ed un abbonamento annuo al servizio fitofarmaci
A che aziende può essere utile agripol?
Agripol è un sistema informatico creato per le esigenze di tutte quelle aziende che eseguono numerosi interventi fitoiatrici e raccolte scalari. In particolare aziende orticole o frutticole o comunque aziende la cui superficie estesa richieda la registrazione di un gran numero di dati.

PROGETTO FRESCHISSIMI (Articolo pubblicato sulla rivista "Venéto" di dicembre 2005).
Microdata Est è stata fondata nel 1998  per promuovere i prodotti e servizi nel settore degli Elaboratori portatili, dei Server e del software CAD/CAE per la progettazione di schemi elettrici. Valentini Antonio, titolare, segue la ricerca e lo sviluppo di nuovi progetti software/hardware. Negli ultimi anni abbiamo sviluppato competenze tali da offrire soluzioni personalizzate ed è in questo ottica che prende vita  “AGRIPOL”. Semplice ed efficace, queste le richieste alquanto stimolanti.
Grazie alle indicazioni del presidente Luciano Quaggio abbiamo creato un software che sfruttando la tecnologia UMTS, è in grado di girare su un qualsiasi moderno cellulare, permettendo accessi multipli, per profili utente e in grado di gestire e controllare l’intero processo produttivo dell’azienda con la creazione automatica della documentazione necessaria all’ASL e per la rintracciabilità del prodotto. Una piattaforma aperta, alla quale è semplice implementare nuove idee!

IIV GAMMA USA SEMPRE PIU' RICCA DI NOVITA' (Articolo pubblicato sul sito web www.fruitcom.it).
Nuove confezioni e iniziative per favorire il consumo di frutta e verdura pronte all’uso
La frutta sta diventando un must nella dieta statunitense, non soltanto perché non ingrassa ed è sana ma anche perché ha un sapore e un aspetto piacevoli – con la buccia o senza, da sola o in insalata. Una vastità di prodotti ortofrutticoli lavati, tagliati a fette e pronti al consumo si sta affacciando nei reparti alimentari dei supermercati: rendendo più "comoda" frutta e verdura, l’industria spera infatti che gli americani ne mangino di più e in effetti negli ultimi dieci anni spinaci e carote puliti e tagliati hanno quasi raddoppiato il consumo di fibre. Sunkist, uno dei principali attori dello scenario ortofrutticolo a stelle e strisce, sta lanciando la "Fun Fruit", ovverosia la "frutta del divertimento", una linea di frutta fresca pronta ideata per i pranzi nelle scuole ed estesa agli stadi di baseball e agli aeroporti di tutta la nazione ad un prezzo accessibile (40-75 cent). La Dole nel frattempo sta confezionando cubetti di mango e altra frutta che si adatta ai supporti dei cruscotti delle auto. Ready Pac sta introducendo spuntini di frutta e verdura della dimensione di coppe, come bastoncini di carota e di sedano con salsa e mele con burro di arachidi. Birds Eye Fresh sta promuovendo le verdure in vassoi per microonde, con
etichette codificate a colori che ne facilitano l'abbinamento a salse complementari. L'anno scorso alcune catene di fast-food tra cui Chick Fil-A e Wendy hanno iniziato ad offrire coppe di frutta e verdura. McDonald ha introdotto fette di mela e un'insalata di mele e noci nei suoi pasti per bambini. Il Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti infine ha aggiornato le linee guida per l’alimentazione in cui raccomanda il consumo di almeno 3-4 porzioni di frutta al giorno. (rtti)

IO AGRICOLTORE SONO ANCORA IN GRADO DI COMPETERE?
Il Nord Est che cede? Chi l’ avrebbe mai detto! La domanda che ci facciamo è:  “come mai proprio noi che eravamo i leader, il modello mondiale da seguire?” E noi del settore agricolo siamo così tranquilli o ci dobbiamo  preoccupare?   In questi ultimi anni noi agricoltori, che ci vantiamo di avere delle produzioni  Dop Igp di qualità certificata, etc. Che cosa abbiamo fatto per differenziarci o per tutelare le nostre produzioni? Quali azioni migliorative abbiamo introdotto in azienda? Quali strategie per la riduzione dei costi di produzione? E  Secondo voi: Il coltivatore di oggi è preparato? Si tiene aggiornato sui cambiamenti? Ma soprattutto, le fonti di informazione da dove provengono? Ho motivo di scrivere che la fonte delle nostre informazioni principalmente è costituita dai rappresentanti delle varie ditte che quotidianamente girano presso le nostre aziende. Ovviamente non si vuole fare di tutta l’ erba un fascio, ma l’ obbiettivo principale di queste persone è il loro bilancio e non sicuramente il nostro! Va da sè interpretare la qualità ed il valore  delle formazioni - informazioni che ci vengono date. Anche perché sono anni che perdura questo modo di fare, sono anni che non si fanno corsi di formazione sui vari temi agricoli e/o orticoli, e per dire la verità siamo noi agricoltori pigri nell’ informarci o nel organizzare giornate studio. Se le cose stanno in questo modo la domanda da porsi è : “ Io Agricoltore sono ancora in grado di Coltivare ?” Voi direte di si sicuramente! Vi assicuro però che altre nazioni stanno facendo meglio di noi. Hanno collegato la scuola alle aziende, hanno portato i giovani nelle campagne, sanno di biologia, conoscono per nome le malerbe e gli insetti, organizzano le produzioni e fanno piani di marketing! Ovviamente e rigorosamente in gruppo! Quello che proprio noi odiamo è proprio il gruppo e a ragione, perché in questo ultimo e storico periodo economico la differenza l’ha fatta proprio l’ impresa singola e non quella associata. Ora non più, la globalizzazione ci impone quantità qualità, servizio e affidabilità: tutti aggettivi che sono difficili da sostenere come aziende singole. Ed allora dobbiamo avere e trovare l’ umiltà di collaborare assieme per raggiungere un obbiettivo: “Crescere”. Da un recente corso di formazione interno del Consorzio Freschissimi, aiutati dal nostro Tecnico Laureato  in Biotecnologie, ci siamo accorti che il nostro sapere è limitato e che abbiamo assolutamente bisogno di approfondire temi a cui noi non abbiamo finora dato importanza. Mi riferisco al conoscere il comportamento di una pianta, quando questa pianta ha effettivamente bisogno di nutrienti e soprattutto quando e come la dobbiamo difendere. Questi argomenti e molti altri se vogliamo resistere alle insidie del nuovo mercato li dobbiamo imparare ed attuare attraverso quel piano di Formazione Continua di cui abbiamo bisogno. Mi auguro di essermi espresso abbastanza chiaramente  e credetemi questo è solo l’ inizio. Spero che le istituzioni che leggeranno questo articolo prevedano un piano  di Formazione Continua nel loro programma finanziario perché, che lo crediamo o no,  l’ Agricoltura mantiene, valorizza e sostiene le Nazioni. Le massime sono frasi scritte da vari poeti, che ricalcano la realtà ed io credo che questa frase di John M. Capozzi sia attuale e possa servirci per riflettere: “Se pensi che l’educazione sia costosa, aspetta e vedrai quanto ti costerà la tua ignoranza”. Se pensi che l'educazione sia costosa, aspetta e vedrai quanto ti costerà la tua ignoranza.

APERTURA CORSI DI FORMAZIONE OPO VENETO:
Nella prestigiosa Villa Guidini a Zero Branco ( Tv) si è svolto il convegno "Dal Seme alla Tavola" , oramai slogan quotidiano di Opo Venèto .
Affollatissima la sala, e numerose le autorità presenti tra cui :Funzionari della Regione Veneto: Giuseppe Nezzo e Andrea Commacchio, la Coltivatori Diretti di Treviso con il suo Direttore, il Sindaco del Paese Sagra Mora, il Presidente del Consorzio IGP Radicchio di Treviso e di Castelfranco Luca Giavi , Onorevoli e simpatizzanti dell' associazione Opo Venèto .
Presenta il Convegno Anna Orlando accompagnata da Cesare Bello Direttore Opo e da Ettore Ramponi responsabile del progetto Formazione Opo
Si Illustra l' importanza della formazione e soprattutto il risultato raggiunto nell' annata precedente, ed il metodo innovativo di relazionarsi di fare formazione . Ettore Ramponi elenca il programma delle serate di formazione   ed i temi che si tratteranno, in totale il progetto formazione prevede ben 40 incontri che si terranno tra le aree di produzione delle varie Province Venete .
L' intervento degli Amministratori Regionali oltre ad una manifestazione positiva del modo in cui si propone  Opo Venèto, ha illustrato quali siano le tendenze future e un anteprima del prossimo piano di Sviluppo Rurale
Gli intervenuti hanno ribadito di continuare nel percorrere la strada della qualità dei prodotti e delle identificazioni geografiche protette IGP, in questo modo si possono legare il territorio con il prodotto ed il consumatore .
Un rigraziamento a tutti i partecipanti e Buona Formazione .
 
Di Quaggio Luciano

PROGRAMMAZIONE VARIETALE DEGLI ORTAGGI VENETI..

Si è svolto il 25 10 2005 l’ incontro organizzato da Opo Venèto presso la Corte Benedettina di Legnaro a Padova sede di Veneto Agricoltura con il Tema :
Programmazione Varietale degli Ortaggi Veneti .
Presenti in sala tutti i tecnici di Opo Venèto e dei loro associati , le ditte sementiere , i vivaisti, i tecnici di Veneto Agricoltura, la Grande  Distribuzione rappresentata da Coop, Unicomm, Iperfin,Conad, Metro Italia e lo staff dedicato al commerciale di Opo Venèto . Dopo una presentazione del Direttore Cesare Bellò è iniziato il confronto tra i soggetti invitati alla riunione prendendo spunto dalla programmazione 2004 valutando i comportamenti sia delle cultivar sui punti di vendita che delle tendenze di consumo del 2005 che dei problemi sulla produzione. Importantissimo il confronto con le ditte sementiere le quali trasmetteranno ai loro ricercatori  le richieste sia della produzione che quelle della distribuzione . Ecco i risultati e le tendenze delle cultivar passate in rassegna all’ incontro :
 
Asparago : Si conferma la tendenza positiva del turione di colore Bianco, aumento delle vendite con confezioni piccole e con prodotto posto in cassette sfuse e non a mazzo .
Bieta da Coste :Mercato di nicchia con ottimi risultati nel corso del 2005 visto l’ andamento dell’ annata  .
 
La selezione che viene apprezzata sia dal mercato che dalla grande distribuzione è la tipologia pianta bassa tipica della Puglia , richieste di prodotto a mazzo per l’Emilia Romagna edi Bieta da taglio per il Friuli .
 
Cavolo Broccolo : Prodotto in richiesta dalla Grande distribuzione , si prevede l’ introduzione delle cultivar presso le aziende come sperimentazione per il 2006.
Cavolo Cappuccio : Si confermano le tendenze del 2004 per il Cavolo  Cappuccio  a Cuore
In declino completo le varietà Olandesi mentre un ottima richiesta per il Cappuccio Tondo tipologia dolce e tenera da  mangiare .
 
Cavolfiore :Si confermano le condizioni del 2004
Cavolo Verza :Coltura tipica del nostro territorio viene inserita come prodotto di nicchia , la vendita di questo vegetale si presenta sempre più problematica .
Carota : Nessuna variazione dalle zone di produzione Chioggia e dintorni per la carota del tipo da vassoio lavata e Lusia per la tipologia fresca a mazzo .
Cetriolo :Abbandonata la coltura del cetriolo lungo , ottima la performance del cetriolo verde tradizionale , confezionato in cassette 30 x 40 viene preferito dalla distribuzione .
Cicoria Catalogna : Il prodotto ha spuntato degli ottimi prezzi, ma rimane una coltura marginale .
Qualche tentativo di proporre la Catalogna in 4 Gamma , vedremo gli sviluppi in seguito.
 
Fagiolo Fresco :Buona la Campagna del fagiolo tipologia Borlotto , unica lacuna posta come lamentela dalla Gdo è la mancanza di quantità .
Fagiolino :Scarsa la produzione in Opo Veneto
Finocchio : Zona di produzione Lusia , il prodotto non presenta variazioni di rilievo.
Melanzana :Richiesta importante della Melanzana Lunga , comunque la tipologia tonda globosa si conferma la più venduta con aumenti di vendita della tipologia di colore viola .
Peperone : Si confermano le produzioni del formato quadrato nei vari colori .
Pomodoro : Buona la vendita del Grappolo e del Cuore di Bue, si ridimensionano le altre tipologie per mancanza di standard qualitativi, colore-pezzatura-sapore .
Porro : In aumento la domanda del Porro , la richiesta di aumentare il colore Bianco del Fusto .
Sedano :Buone le vendite e le produzioni
Zucchino :La confezione 30 x 40 obbliga i produttori a delle pezzature uniformi , questo vincolo aiuta la vendita del prodotto e so conferma come coltivazione per il 2006
Lattughe : Impennata delle vendite vistose per la tipologia Gentile , in calo sia le Romane che le Cappuccio , sfavorevoli le condizioni meteorologiche del 2005 causano una offerta di produzione disomogenea , nota sicuramente negativa per la gdo che ci ammonisce .
Indivia Riccia :Nessuna variazione rispetto il 2004
Indivia Scarola :Nessuna Variazione rispetto il 2004
Vista la stagione Autunnale  ed anche se non in tema con l’ incontro, il Consorzio Freschissimi ha presentato delle Confezioni innovative di Prodotto pronto al consumo contenente , il Radicchio Variegato e il Radicchio di Treviso Tardivo . Il prodotto si presentava in sacchetti da 250 grammi e si propone come valida alternativa per l’ incentivazione ai consumi , ma soprattutto per la collocazione di prodotti dei soci .
 
Conclusioni
L’ incontro si è concluso con una soddisfazione immensa di tutti i partecipanti , innanzitutto perché in Italia non esistono altri esempi di programmazione dell’ Orticoltura, con il segnale che il settore tende lentamente a ristabilirsi e che si possono allargare le vendite in altri settore del mercato , in primis fornendo aziende agroalimentari che trasformano in IV Gamma .
Arrivederci al 2006 sempre più numerosi per fare il punto della situazione sulle programmazioni Varietali di Opo Venèto.
             
Saluti Luciano Quaggio